La seconda di Merano. Un solo urlo: forza Raffaele taglia il nastro delle 500 vittorie!

Nella foto di apertura il passaggio del laghetto. Qui sopra Lamaire protagonista della stagione dei due anni a Maia nel 2018 e poi vincitrice delle Oaks, e Piton des Neiges.

Ecco il primo meeting dell’estate-autunno di Maia: IL SABATO riservato agli ostacoli, DOMENICA arrivano invece le cravaches del piano con i primi motivi interessanti: tra belle signore, giubbe famose ed handicap interessanti. Nei memorial ricorderemo Chiodini, Ammirato e Daniele Porcu.

Il jockey-trainer di Bedizzole, ormai diventato meranese, cercherà fin dall’avvio del convegno di assicurarsi la 500ᵃ vittoria nel cross, con Amaranthus. Oppure col 4 anni SaeCortesapertas in siepi.

di Giorgio Bergamaschi

Merano – Prima che luglio vada in archivio, Maia alza il sipario su una due giorni di bella presa, con molti motivi a fare da irrinunciabile richiamo. Già, sabato 27 e domenica 28 sono ormai alle porte, ed il piatto che Merano Galoppo offre è di prima scelta. Innanzitutto, un… salto in avanti: ovvero, domenica si apre il ciclo del “piano”, che si incunea nella grande stagione dell’estate-autunno di Maia. E’ l’occasione per “velocizzare” i riflessi, dare l’immagine di un’ippica sì dinamica ma in modo diverso, direi quasi “diversamente educativa”, rispetto al mondo degli ostacoli. Fin dopo Ferragosto, infatti, i “pianisti” ci faranno compagnia con soggetti interessanti e prospetti di campioni davvero avvincenti. Come Lamaire l’anno scorso ha insegnato. E rivedremo le giubbe di Dormello Olgiata, Effevi, Montalbano e Dioscuri. La prima sgabbiata sarà fatta in Allegria, per una ministagione che andrà… Fortissimo: sì, con un tedesco da Lord of England di Gianni Martone, che farà gli onori di casa anche da… peso a peso, sul miglio del Premio Cortaccia.

Quando l’ippica era retta dall’Unire, con le branche tecniche del Jockey Club e degli Steeple Chases d’Italia, i due Enti tecnici che governavano i settori del piano e degli ostacoli

Quando era viva l’Unire – che una certa Italia ha però voluto mandare al macero – di fatto avviando il comparto verso uno stato di crisi permanente, orfano di professionalità, cultura e organizzazione – si parlava di “stagione retta dal Jockey Club, che si inseriva (allora, come oggi) in quella retta dagli Steeples Chases d’Italia”, che invece regolamentava le corse ad ostacoli. A ripetere oggi questi acronimi, questi nomi, pare quasi di parlare di preistoria! Perché nel volgere di un paio di lustri l’italico minimalismo e la sete di distruzione hanno letteralmente polverizzato ogni cosa, ogni residuo di certezza e di virtù. E davvero i detti popolari sono pieni di saggezza, come quello che recita: “Si stava meglio, quando si stava peggio”. A Maia dobbiamo però essere davvero riconoscenti e grati all’ideatore-conduttore di Merano Galoppo ché, altrimenti, chissà come e dove saremmo finiti… Invece, la frase con la quale si definiva un tempo l’Alto Adige, considerato a ragione o a torto l’”Isola felice”, qui, a Maia s’attaglia alla perfezione. Perché davvero, senza una guida capace, Merano non sarebbe probabilmente, finita meglio di Grosseto e/o Livorno. Perché è pur vero che il significato di Maia nel contesto nazionale (e non solo) ha una sua valenza, un peso non indifferente, e però ci vogliono anche gli uomini capaci di “avere una visione”, un progetto, tanta passione e, soprattutto, tanto amore con cui condire ogni atto, passo, progetto.

Raf Romano salta e galoppa verso il suo 500° traguardo da professionista

Questo sabato vogliamo innanzitutto scaldare il cuore di ogni appassionato, curioso, cavaliere o pedone che sia, per intonare un’”Ola” senza fine, all’insegna di Raf Romano, che arriverà a Maia forte di 499 vittorie, dunque desideroso di levarsi il peso di far sua la 500ᵃ da professionista.
Dopo il Walid, 11 furlong in piano per amatori che, alle 15.55, aprirà il convegno prefestivo, sarà la volta del cross intestato a Lele Ammirato, e qui Romano ha una carta assai valida da giocare, col suo fido Amaranthus, che ha nel motore il potenziale giusto per imporsi ai quattro avversari, tra cui Fly Filo Fly di Casa Vana senior, mentre l’A Team guidato dal figlio lancerà Brunch Royal (al debutto in cross)… Amaranthus avrà sodale Silver Tango, dunque sarà una lotta fra le due coppie, con Raf ovviamente più motivato degli avversari.

Nel Giuseppe Chiodini, condizionata in siepi sui 3300 m

Questo memorial, intestato a “San Chiodo”, dotato di 19.000 euro di montepremi, Raf Romano sarà in tribuna, ma solo dopo aver sellato Chappy Bros assieme ad Ilaria Saggiomo, per poi “dare gamba” a Gabriele Agus. Il binomio che fa capo al sodalizio professionale Romano-Saggiomo (ma il sodalizio non è, come tutti sanno, solo ippico) dovrà vedersela con il Vana jr Piton des Neiges. Il quale, dopo l’esito… interlocutorio della Gran Corsa Siepi d’Italia (nell’occasione, impiegato “anche” con funzione tattica d’ accompagnatore di Champ de Bataille), giocherà le sue carte in piena autonomia. E però, al via si presenta una new entry quale Return Flight, il “nuovo Berlingero” di Zibellini, così come gli smaliziati Mushrae e Chappy Bros, con inserimento della “novice” Gratsiya.
Torniamo a Romano: nel convegno, (se il cross dovesse mai dirgli di “no”…) c’è un’altra siepi che vuol fare bella mostra di sé.

Romano e Sae Cortesapertas vs Santa Klara

Sii tratta del Premio Imprezer, condizionata per maiden e novices sui 3.300 in cui s’affaccia una femmina definita terribile! Si tratta della giunonica Santa Klara, esponente dell’A Team che, ascoltando le voci di scuderia, potrebbe rivelarsi un prospetto di campionessa. Ma Romano non si fa impressionare né da un avversario annunciato “potente” né da un’operazione di marketing, per lui incapace di destare sensazione nell’economia della sua visione della corsa…
In sella al figlio di Casamento dal nome sardo, Sae Cortesapertas, Raf si farà accompagnare da una coppia fidata, una tedesca volitiva figlia dell’Ittlinger Scalo (padre del fresco derbywinner germanico Laccario), Mrs Summer con Pastuszka in sella, e dal castrone Toi Meme. In questa corsa, praticamente intessuta di gentil sesso (a parte il… mutilato Toi Meme), si vedono anche Worth my Time e Trenta, una Wroblewsky di bel profilo.

…e qualche piana, con un po’ di spazione per gentlemen ed amazzoni

Nelle corse riservate alle “cavalières ed ai gentlemans, assisteremo alle sane dispute dei puri con Novat Scout in apertura di convegno, Change Maker e Contra opposti sugli 11 furlong (2.200 m.) e ancora il veterano Passer Fritz sul miglio e ovviamente in coppia con la locale Evelin Pőhl. Sono questi, in sintesi, i nomi dei più attesi al via.

La prima immagine ricorda il debutto dell’elegante e “classica” Lamaire, la 2 anni della Dormello Olgiata che ha vinto “stregando” la platea al suo debutto a Merano, un anno fa. Nemmeno due mesi or sono, Lamaire ha vinto di classe le Oaks d’Italia, nientemeno che il “Derby rosa2.

Le immagini sono di FOTOPRESS (Fabrizio Arigossi), ed a queste alleghiamo un frame con tecnica particolare, lo slow-motion.
Qui al lettore sarà possibile vedere realmente come un soggetto, lanciato in velocità, al momento di riceversi a seguito della parabola poggi sull’erba un solo anteriore.
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