Deutsche Derby: 2 – Il durante (la corsa)

Una corsa lineare, decorosamente snella e con un finale di poca storia, perché quella che conta l’ha scritta lui, Laccario, quando ha detto “stop!” ai 14 avversari

LACCARIO  HA SIGLATO UN’IMPRESA ANNUNCIATA. LACCARIO, SE PARAGONATO A LANDO E LAROCHE, DIMOSTRA, 25 ANNI DOPO, CHE IL “MOTORE” DEL PUROSANGUE OSTERMANN NON E’ PIU’ UN DIESEL …Quando, nel rush, Django Freeman ha sferrato l’attacco più cattivo, Laccario s’è raccolto, ha vaiato rapporto e lasciato l’avversario sul passo

di Giorgio Bergamaschi

Un boom di presenze, l’Horner Moor sembra un alveare, più che un ippodromo. La giornata è stata appagante, il divertimento infinito. 12 corse però sono troppe… ma solo per noi. Qui, invece, è “sagra del purosangue”. Guardi Andreas Wőhler che si precipita verso Laccario, ormai al cancello che riporta al dissellaggio, e non capisci se l’Omino di Brema è improvvisamente invecchiato o se è tanto travolto dall’emozione, da essere praticamente trasformato in volto, ora che la tensione s’allenta…

Il favorito del Nastro Azzurro tedesco vince e convince. Il controfavorito Django Freeman è secondo, innalzando il giovane Delozier nel gotha delle cravaches operanti in Germania.

Laccario, il favorito a 3:1 del 150°Idee Deutsches Derby ha tenuto fede alle attese ed ha conquistato il Nastro Azzurro per Manfred Ostermann, un quarto di secolo dopo Laroche.
Montato dal panamense Eddy Pedroza – che al 17° tentativo nella classicissima di Amburgo è riuscito a fare “centro” nel tanto sospirato Derby – e allenato da Andreas Woehler, il figlio di Scalo ha dominato la sena dell’Horner Moor precedendo il controfavorito Django Freeman (4,3) e Accon, mentre al quarto posto si è piazzato Quest the Moon.
Per Andreas Wöhler si è trattato della quinta vittoria nel Nastro Azzurro tedesco, dopo quelle di Pik König, Belenus, Waldpark e Isfahan.
Manfred Ostermann, il titolare dell’Ittlingen, aveva vinto i primi due Derby (appunto 26 e 25 anni fa) con Lando e Laroche. Potenza della linea “L” in casa Ittlingen, dunque, con il vincitore delle Union Rennen a ribadire un’antica e “classica” regola del “percorso vincente verso la “corsa della vita” che consacra il miglior 3 anni dell’annata.

Dal quartierino all’ippodromo di Brema a Gütersloh ecco la “radiografia” di Woehler su Laccario

Muove le dita, Andreas, come se stesse contando. Lo accompagnamo: Pik König, Belenus, Waldpark, Isfahan… Ma ora ecco Laccario e la mano di Woehler si ricompone: sì, presumibilmente intendeva davvero dire a se stesso: “Questo di Laccario è il mio quinto Derby tedesco!”.
Andreas Wöhler, il trainer di Ravensberg che allena nel suo centro di Spexard, stringe mille mani e sorride, commenta che “Il figlio di Scalo è maturato piuttosto lentamente. Ma è meglio così, perché è cresciuto plasmandosi al momento giusto, per affrontare questo Derby al top della sua forza. Anche se, credetemi, non è ancora arrivato in vetta al suo potenziale reale. Io stesso ignoro quanto possa ancora crescere. So solo che lo farà. Sì, Laccario deve ancora crescere… In autunno sarà un cavallo più bello e completo di oggi, ma sarà definitivamente atleta a 4 anni: lo aspetto a quel traguardo, infatti”.
Ora il trainer del vincitore è un fiume in piena e afferma con determinazione: “Io già lo scorso anno avevo visto nel figlio di Scalo non solo un importante prospetto da plasmare in funzione del Nastro Azzurro, ma avevo espressamente dichiarato al dottor Ostermann che questo puledro avrebbe fatto la migliore pubblicità, per illustrare Scalo, lo stallone che gli è padre”.

E conclude le dichiarazioni alla stampa, dicendo che “Laccario è cresciuto progressivamente, in certe fasi addirittura… lentamente. Ma ora dico che è meglio così. Avete visto tutti come ha reagito sotto il pungolo di Django Freeman, quando gli si è affacciato su corsia esterna. Ha cambiato rapporto ed ha messo in campo una punta di velocità davvero rabbiosa, ma bene organizzata e composta, che ha imposto l’alt al pur valoroso coetaneo. Quello che oggi mi è particolarmente piaciuto dell’Ittlinger è la serietà, la freddezza, la… “comprensione della corsa”.È stato impeccabile, ha reagito benissimo in ogni fase e dimostrato pienamente la bella crescita avvenuta, sia sotto il profilo atletico che psicologico e agonistico. Ma ciò che per me è molto importante è questo: Laccario non ha ancora espresso lo zenith della sua qualità e delle sue possibilità di corridore”.

Eddy Pedroza, il panamense fantino-gentiluomo

Ed eccolo Eddy Pedroza, il fantino-modello che ha vinto il suo derby al 17° tentativo: “Con questo Laccario abbiamo vinto l’edizione giubilare del Derby. Sono felice! Di più… molto di più: non ho parole, se non per dire che il puledro oggi era in formato-super, una macchina da corsa elastica, perfetta. Il percorso è stato una manovra di trasferimento in qualche fase magari un po’… turbolenta, ma questo era il Derby e tutti vogliono cercare la via del traguardo. Io mi sono reso conto di aver vinto solo lì… solo sul traguardo! Prima, non avevo tempo per guardarmi attorno, se non per giocare d’anticipo sugli avversari”.
Ovviamente, le felicitazioni non sono state solo per Laccario, per il trainer e per il proprietario, Manfred Ostermann salito alle stelle per l’incontenibile gioia. L’umile e delicato Pedroza ha avuto parole di elogio per tutto il team, specialmente per quanti fanno il lavoro più umile, in scuderia: “La nostra è una squadra fantastica. Ognuno dà sempre il massimo della propria professionalità e anche in questo sta il segreto vincente del trainer, che sa motivare ogni giorno dal dipendente più anziano all’ultimo groom arrivato in scuderia”.

E, al posto della doccia, un uragano di champagne

All’improvviso, Pedroza sembra accartocciarsi e alza le braccia per riparare il volto, mentre due, tre e più getti di champagne lo inondano. E lui ride… ride, allarga le braccia e beve, felice. In pochi secondi è non bagnato ma addirittura fradicio: i magnum non si contano e lui, per una volta, lascia perdere la spruzzata di “Egoiste” per lasciarsi… vaporizzare anzi inzuppare di Moet et Chandon. 17 anni sono stati lunghi, una camera d’attesa infinita. Ma ora, in quell’albo d’oro del Derby ci sta anche lui, il fantino gentiluomo elegante anche sulle passerelle, quando sfila nelle serate importanti della haute couture tedesca.

IDEE 150° Deutsches Derby (Gr. I, 2400 m. 650.000€)  Ordine d’arrivo:

  1. Laccario

    2. Django Freeman

    3. Accon

    4. Quest the Moon

    5. Surrey Thunder

    6. Dschingis First

    7. Moonlight Man

    8. Andoro

    9. So Chivalry

    10. Ormuz

    11. Sibelius

    12. Beam Me Up

    13. Mojano

    14. Amiro

    15. Magadan

Dist.: 1 1/4 – 1 1/4 – inc. – 1 1/2 – 1/2 – inc. – 2 1/2 – t. – 5 1/2 – 1/2 – 1 – 2 1/2 – 3 – 8

*** Vai al video di GERMAN RACINGhttps://www.german-racing.com/gr/renntage/rennen.php…
*** Vai al video di Sport Welt TV (Gruppo von Schubert): https://www.youtube.com/watch?time_continue=29&v=m8K2e5W3RJw

Nelle immagini, il titolare dell’Ittlingen, Manfred Ostermann, si intrattiene con Pedroza – Lo stacco risolutore di Laccario su Django Freeman – Ai 250 finali i partecipanti al Derby, aperti a ventaglio. Laccario sta effettuando l’allungo in corda, mentre al suo esterno Django tenta l’aggancio – Andreas Woehler, il trainer, felice dopo la vittoria nel suo quinto Nastro Azzurro.

Andreas Woehler, raggiante dopo la vittoria di Laccario
Andreas Woehler, raggiante dopo la vittoria di Laccario
Laccario piega Django Freeman
Laccario piega Django Freeman
Manfred Ostermann ed Eddy Pedroza, jockey di Laccario
Manfred Ostermann ed Eddy Pedroza, jockey di Laccario

 

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Manfred Ostermann ed Eddy Pedroza, jockey di Laccario
Il ventaglio di cavallo a 200 metri dal traguardo del Derby Laccario in corda, al suo esterno Django Freeman cerca l'assalto
Il ventaglio di cavallo a 200 metri dal traguardo del Derby Laccario in corda, al suo esterno Django Freeman cerca l’assalto
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