#GianMarcoCentinaio: “MERANO COME ASCOT”. Lettera aperta di Giorgio Bergamaschi al signor Ministro.

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Il riconoscimento del ruolo dell’Ippodromo diretto da #GiovanniMartone nell’ippica nazionale da parte del ministro #GianMarcoCentinaio.

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E’ vero, l’#ippodromodiMerano gestito da #GiovanniMartone, è oggi quello dove maggiormente si opera per la promozione dello sport ippico. Diversamente da strutture come San Siro, dove ai dirigenti di #Snaitec, nulla importa dei cavalli e delle corse e dove nn si vede l’ora di sbaraccare tutto per far posto a mostri in cemento armato. Per non parlare di Capannelle, uno scandalo sotto gli occhi di tutti. Questo non significa tuttavia che per dare seguito all’affermazione di GianMarcoCentinaio, non vi sia altro da fare che conservare l’esistente. Invece è opportuno operare perché #MaiaBassa diventi uno dei  fulcri dell’Europa ippica.

di Giorgio Bergamaschi

E’ tutto molto bello e suggestivo… Maia e’ un gioiello a livello mondiale! Straordinariamente rapinoso e’ questo ippodromo felicissimo nella sua ubicazione, nel “cuore delle Alpi”…. Ed e’ anche uno degli ippodromi più piccoli, in realtà, con i suoi “soli” 37 ettari (Borgo Andreina compreso). Ma ciò’ che ai meranesi (in primis)  e’ sempre sfuggito ed alle stanze dei bottoni sempre obliato e’ questo: Merano e’ un gioiello che solo i “miracoli gestionali” hanno reso tale! Gia’, stendiamo un velo pietoso sulla troppo lunga fase… municipalizzata (quando le vere professionalità erano bandite…) per giungere ad oggi! In passato, Roma conosceva Merano più per motivi turistici, che non propriamente ippici. Oggi, un ministro della Repubblica guarda a Maia come alla Ascot italiana!!! Evviva!!! Ma, aldilà della felicita’ del parallelo, sappia il signor ministro Centinaio  che una sola mattinata di lavori sulle piste d’erba “costano” molto più di 8 corse! Intendo, in termini di manutenzione e di usura…  Ogni ippodromo che si rispetti vanta, infatti, terreni adibiti al training (allenamento). Quando, nei primissimi anni Settanta, evidenziavo all’allora Segretario della Sim Aldo Ansoldi tale necessita’, lui alzava le spalle… Atteggiamento colpevole, perché suo fratello Celestino era il Segretario della pisana Alfea, sotto la presidenza di Studiati Berni (mi pare) ed i terreni di allenamento li c’erano e ci sono… Ma allora c’era “Mamma Unire” che interveniva a sanare le problematiche… Poi, quando nel 1977 ogni società di corse era stata chiamata alla trasformazione da “sportiva” a Srl, il palco “cadeva” ed i nodi venivano al pettine… Prima Adamo Pasotti (suocero di Graziano Mancinelli), invenzione di Carlo Biffi e Aldo Ansoldi, poi la passione ardente di Fausto Martellozzo e successivamente la bandiera dei Richard,  ecco che Maia (come le altre strutture, ha iniziato a fare i conti con i tempi che cambiavano: conti salati, perché la società e l’economia stavano galoppando molto più velocemente e pericolosamente dei cavalli… mentre le dirigenze subivano gli impasse quotidiani che ci avrebbero portato alla situazione perniciosa che da qualche lustro sta assassinando l’ippica, divenuta terra di conquista di tutti, meno che dei veri ippici.    Questa premessa, per dire che a Merano e’ doppiamente necessaria una struttura per il training, perché qui i cavalli sono costretti a lavorare e ad esprimersi al massimo livello della condizione in corsa, patendo un’usura notevole in termini di valenza psicofisica. Come fare, allora? Beh, negli ultimi anni stiamo assistendo con gioia intellettuale e del cuore alla vicinanza che s’e’ creata fra la Provincia autonoma e la Merano Galoppo Srl di Gianni Martone. Se a Merano si andasse a spulciare all’indietro nel tempo, si potrebbe finalmente conoscere (e riconoscere) che la caserma confinante con Borgo Andreina si chiamava Piemonte Reale Cavalleria. E,  guardando oltre il muro di cinta, si mettono a fuoco due costruzioni di grande capacità’: il cinema e la palestra. Ma quelle due strutture, ai tempi della presenza a Merano di quel glorioso reggimento (25 anni prima diSavoia Cavalleria!) erano due maneggi coperti!!! Ora, se Merano si appresta a galoppare e saltare nel futuro e se il signor ministro Centinaio ravvede in Maia la reale valenza di rappresentare la Ascot italiana, che Roma-Provincia autonoma-Comune di Merano e Merano galoppo arrivino finalmente a creare le premesse perché la Ascot italiana non sia solo uno slogan, ma una realta’! Come? Strutturando un centro di allenamento e di svernamento attiguo a Borgo Andreina. Creare una struttura (anelli in sabbia ed erba, oltre che diagonali in ostacoli e corridoi-ostacoli) finalizzata agli allenamenti, per preservare le piste da corsa. Solo in questo modo Merano potrà puntare a gestire dalle 26 giirnate in su… E’ solo questione di buon senso, di competenza e di informazione sulle realtà ippico equestri. E sarebbe anche il passo propedeutico, per riportare a Merano il Concorso Ippico Internazionale – che un tempo ( dopo la stagione indoor) faceva da banco di prova nientemeno che per Piazza di Siena – e, perché no, anche un’asta di settore (votata al rimpinguamento delle fila dei saltatori).

Ringrazio il signor ministro per la sua visione costruttiva di un’ippica da rifondare, e resto nella  speranza che Centinaio prenda visione di queste umili e appassionate righe.

Ed insisto: allora, a progetto ultimato, Maia potrà essere la Ascot italiana, e non solo. Gia’, sarà anche la risposta italiana a Cheltenham e un invito rinnovato al jumping set d’Oltralpe.