L’ultima della stagione. Merano consacra Jan Faltejsek “re delle siepi”: è monopolio di Stuke ed Edidindo sull’altare di Maia.

Stuke, inarrestabile, conferma la sua statura nel Gr.I, il francese dei Maceli domina con spocchia autoritaria il Criterium (Gr. II)

di Giorgio Bergamaschi

Parti da casa convinto di essere un perno insostituibile del motore di scuderia, e dopo un po’ di tempo ti trovi messo in un angolo. Poco importa se hai vinto un “Merano” e siedi nella zona élitaria della classifica dei fantini… Sì, a Jan Faltejsek è successo proprio questo. Lui, il professionista venuto dall’ex Est, ha vinto un po’ tutto in patria e sulle piste estere. A Maia ha trovato una seconda patria… Al Bustan e tanti altri campioni hanno avuto in Falteisek un intelligente e “sensibile interprete” ma il proprietario del vincitore del  “Merano” 2017 non ha gradito quando Jan, dopo l’erroraccio di Al Bustan al muro, aveva prudentemente fermato il cavallo. Che, all’uscita successiva, è tornato a vincere, montato da un inglese.  Faltejsek era rimasto scioccato, ma in Alto hanno guardato alla sua trasparenza, al suo amore per il cavallo, ed è stato ricompensato. Perché gli è venuto un ingaggio nel Grand National Svedese che Faltejsek ha vinto, piegando il vincitore della scorsa edizione. Ed oggi a Maia ha cesellato due importanti vittorie nei clou sulle siepi.

Il cesello nel clou degli anziani

Nella Gran Corsa Siepi d’Italia (Gr. I), Faltejsek ha letteralmente pennellato il sauro Stuke (ammirato già a tre anni e nella successiva campagna dei quattro), che ha risposto agli input del jockey con una diligenza totale, assoluta, ulteriormente migliorato da anziano, rispetto allo specialista applaudito anche a 4 anni: già, siamo davanti ad un campione della specialità che, come il vino, più invecchia più migliora.

Anche oggi, l principale avversario di questo soggetto dal manto dorato s’è sempre rivelato Live your Life, importante atleta e notevole regolarista, che pure in questa occasione ha rivelato di essere la più affidabile alternativa a Stuke. Al terzo posto ha concluso il vincitore della scorsa edizione, Champ de Bataille. Il quale – dopo aver creato nei suoi sostenitori la lusinga di essere in grado di ribaltare l’esito in larga parte previsto, alla fine è rimasto sul passo, incapace di variare rapporto e di produrre l’aggancio, con cui ghermìre il fuggitivo in scia al quale neppure Piton era riuscito a portare insidia, avvicinatosi al pacemaker in un paio di occasioni, ma col solo risultato di provocare nel front runner un’immediata reazione allergica… ad essere raggiunto.

E nel Criterium, una lezione di adattabilità e stile imposta con l’étranger Edidindo

Jan Faltejsek, prima di conquistare con tattica d’avanguardia coraggiosa e spocchiosa la Siepi d’Italia, sui 3500 del Criterium di Primavera era ingaggiato su Edidindo, 4 anni di belle prospettive autore di poche corse ma forte di spiccata attitudine alle siepi e autore fin dal debutto di performances suadenti. Una bella macchina da corsa, dall’atteggiamento tipico del pesantista, Edidindo non è stato impeccabile su un paio di siepi, e però quando s’è trattato di affrontare il giro finale ha come… tolto il travestimento indossato fin lì, ed è improvvisamente apparso un incursore terribile e spietato.

Per chi ha dimestichezza con la storia di Maia, va detto che  Ediidindo ricorda molto Professional, mattatore di una Gran Siepi di Merano. Perché come lui è vocato al pesante, come lui deve correre sui primi e come lui è privo di spunto risolutore, ma certo è dotato di un allungo progressivo che sa fare la differenza. E poi… è tenace e veleggiando nella frotta di testa sa preparare il suo poderoso allungo progressivo. Edidindo ha fatto tutto ciò che, su questo cliché, Jan Falteisek gli ha chiesto. A metà della retta di fronte ha ingambato passo importante, sull’ultima piegata Jan lo ha energicamente sostenuto per tenerlo sul ritmo e al contempo lo ha fatto rifiatare, per averlo pronto all’imbocco della retta d’arrivo: qui il 4 anni francese ha prodotto alcuni interessanti scorci di repertorio, iniziando senza foga ad alitare sul fuggitivo King Heart (il favorito), che non perdeva né di vista né di mira. Bene inquadrato sull’ultima siepe, Edidindo l’ha saltata a schiaffo, perché per lui che ha corso ad Auteuil sul volume secco che gli ricorda le siepi di Auteuil, a differenza di tanti che lì arrivano stanchi, ecco l’allievo di Maceli cercare la battuta prendendo… velocità per sgattonarla in assoluta confidenza.

Su corsia esterna, pur senza il vantaggio dello steccato, il francese ha allungato l’ombra sul King, l’ha agganciato a poche folate dal palo e con cinico tempismo (e col minimo impegno) sul traguardo gli ha dato scacco. Ed è stata prémière italiana per tutti: per Edidindo, 4 anni di sicuro avvenire, per Luigi Maceli ( 30 anni appena compiuti, abbracciato da Franco Contu per il quale da fantino aveva lavorato per 6 anni) e infine per Francesco Giordano sceso a Maia in rappresentanza del socio Nunzio Fersula (come lui ristoratore di successo, alle porte di Parigi). Terzo si adeguava Mensch, mentre la volitiva Quick Beauty aveva abbandonato la scena già prima della curva di Marlengo, alla siepe delle tribune.

Le altre corse

In steeple vittoria per Mushrea che esibiva buon piglio nonostante il peso severo, mentre nelle corse in piano due amazzoni riuscivano a primeggiare con fierezza: in apertura di convegno si affermava Dedora Fioretti in sella a South Dakota, mentre sul miglio e mezzo la locale  Margherita della Pietra sul 12enne tedesco I Do lo pilotava confermezza alla vittoria.

Nel secondo evento in cartellone, una siepi, gli steward decidevano di annullare la corsa perché – a seguito della caduta di Lasspour in diagonale – il jockey Adam Cmiel era finito a terra e si era così verificata una situazione di potenziale pericolo.