Ma che domenica bestiale! A Longchamp si corre il Paris.

Nell’immagine di apertura l’ippodromo di Longchamp nei dipinti dell’italiano De Nittis e del francese Degas.

La presentazione della corsa con tutti i protagonisti in evidenza, tra cui l’O’Brien Japan, un altro figlio di Galileo esploso nel cosiddetto “Derby di Ascot”, le King Edward VII Stakes.

di Paolo Allegri

Il Paris un tempo era la corsa faro di tutto il calendario europeo. Una prova di tradizione che oggi resta un gruppo 1 per i tre anni accorciato a 2400 metri e coincide con il giorno della Festa nazionale in Francia. Quella che all’ora dell’aperitivo si disputerà domenica a Parigi è un’edizione nobilitata dalla presenza di uno dei migliori tre anni del Continente, Japan. Il figlio di Galileo allenato da Aidan O’Brien è stato terzo nel Derby di Epsom partendo a 20 contro uno, poi è salito ulteriormente di tono vincendo le King Edward VII Stakes, praticamente il Derby di Ascot, quando era quotato a 6 contro 4. Japan quel giorno ha impressionato, staccando netto nell’ultimo furlong. Si tratta di un soggetto poco esposto a due anni, settimo al debutto in maiden al Curragh, poi a segno in ippodromi secondari irlandesi con una vittoria in gruppo 2. O’Brien lo ha lasciato tranquillo e a tre anni lo ha riproposto in maggio a York nelle Dante. Ha fatto quarto, rifinendo la preparazione per Epsom dove ha corso al di sopra delle attese. Ascot lo ha proposto in una nuova dimensione, così che dopo quell’alloro prestigioso e in uno stile da ottimo cavallo, il top trainer d’Irlanda ha indicato nel Paris l’obiettivo. Japan sarà il capitano del team irlandese, affiancato da Western Australia, che finora ha fatto il battistrada a quelli più quotati di scuderia e sembra messo lì anche per questa trasferta, visto che le caratteristiche di Japan sono quelle di un soggetto che corre all’attesa e piazza un cambio di marcia sontuoso nei 300 finali. Dunque, sarà ben servito da un treno di corsa costante e regolare.

L’analisi degli avversari del favorito parte da Slalom. Si tratta di una pedina di Andre Fabre che ha vinto il Prix Noailles esibendo caratteristiche da finisseur. Ha un valeur – il Timeform francese – di 50.5 e lo monta Maxime Guyon.

Mickael Barzalona avrà sotto la sella l’attendista Roman Candle, soggetto rivelatosi con il quinto posto nel Prix du Jockey Club e che potrebbe migliorare il 49.5 di valutazione assegnatoli dai periziatori.

Per Khalid Abdullah sarà in lizza In Favour. Ha vinto bene a Maison Laffitte sui 2400 e la distanza potrebbe essere dalla sua parte.

La mina vagante della corsa è l’Aga Khan Kasaman. Si tratta di un nipote di Hernando con la faccia del tardivo. Non tragga in inganno il quarto posto nell’Hocquart. Era al rientro e chi ha negli occhi la sua performance importante del 18 aprile a Saint Cloud sui 2000 metri, capisce perché Christophe Soumillon ha indicato in Kasaman il cavallo da dichiarare partente scegliendolo tra quelli dello squadrone in verde e rosso.

Scorrendo la lista dei partenti non passa inosservato il nome di Jalmoud, uno dei due Godolphin della corsa , autore di una prova convincente lo scorso 30 giugno a Saint-Cloud in una prova come il Prix Eugene Adam che storicamente fa linea. Per Cristian Demuro c’è la sella di Soft Light, un secondo del Prix de l’Avre lo scorso maggio, che tenterà l’inserimento a schema favorevole.

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