Maia sabato. L’A Team fa “doppio”, e svetta con sagacia l’eccellente Toi Meme, “riletto” da Agus

di Giorgio Bergamaschi

Sotto una cappa d’afa notevole il sabato di Maia ha dispensato belle corse e qualche sorpresa, tra cui l’acuto della terza scelta di Romano nell’Imprezer di fine convegno.

Merano – Un caldo opprimente, una cappa d’afa insostenibile ed il pubblico “fedele” lì, a sancire che alle corse di sabato affluiscono i tradizionalisti, i patiti, chi non può stare senza lo spettacolo del cavallo da corsa. Ché gli altri, al convegno “prefestivo”, soprattutto posto ad inizio stagione, possono anche rinunciare se proprio il cartellone non propone qualcosa di estremamente allettante. Ed infatti il richiamo umano era dato principalmente dall’applauso che si sarebbe scatenato per la 500ᵃ vittoria di Raf Romano, e quello più strettamente ippico dalla promenade annunciata di Santa Klara nel Premio Imprezer: motivi interessanti, certo, ma non irresistibili alle porte della vacanza da fare così come delle vicende domestiche da soddisfare, nella prima giornata di libertà del weekend di fine luglio.

 Santa Klara pare dominare, il suo interprete non le dà tregua: emerge Toi Meme con intuizione geniale di Gabriele Agus, unico a lasciare la frotta, per non lasciare indisturbato il leader

Il clou, posto in chiusura di convegno, è stato corsa avvincente, plastica e con la… sorpresa. Già, perché tutti aspettavano Santa Klara, la novice dell’A Team che a 3 anni in Polonia ha vinto le Oaks ed al tondino ha rubato gli occhi per fattezze ed espressione (in mezzo a colleghe esse pure di bell’aspetto e condizione appagante), ed in corsa ha presto fatto capìre che quel traguardo non le doveva proprio sfuggire. O, meglio, più che la seducente 4 anni è stato il suo interprete, Jan Kratochvil, a pensare di poter fare nulla più della “posizione in sella” sulla figlia del neozelandese So You Think e dell’americana Parade Scene. Ed infatti è stata proprio una scena da parata, quella messa in campo dal giovane professionista dell’Est, che ha lasciato l’amaro in bocca per la presunzione sfoggiata, più che per la mancanza di sensibilità dimostrata.

La frotta, praticamente da subito, s’è adeguata in scia alla reginetta in fieri, dopo che lo slancio iniziale di Worth my Time s’era esaurito nell’offerta della bella cadenza iniziale, davvero giusta. Ma dall’imbocco della prima diagonale in poi, preso atto che davanti la leader viaggiava già con il turbo operativo, gli altri sono rimasti prudentemente a guardare, senza andare a… distrarre il conducente. Lungo la seconda diagonale, però, dalla frotta Toi Meme abbandonava i due compagni (di colori Sae Cortesapertas  e di training Mrs Summer) e le altre, iniziando a ricucire metro dopo metro il distacco, arrivando in scia al leader alla siepe del muro.

A quel punto, Santa Klara (se montata con senso tattico e… cuore, ma non quello della spavalderia), avrebbe già dovuto compiere un elastico per rifiatare: e invece no! Kratochvil  che fa? Raccoglie il ponte fra le mani e tiene bene su di giri la generosa polacca che reagisce, imprimendo ulteriore accelerazione. Toi Meme a quel punto pare trasformato, un altro cavallo davvero con questo cambio di cliché tattico, e s’incarognisce nella rincorsa: sia perché fresco, sia perché una tattica più aggressiva si rivela confacente alle sue nuove corde.

Un epilogo fra dramma e commedia

Gabriele Agus comprende subito due cose: Toi Meme non pressato dall’inizio ha tirato fuori un’azione importante, ha poi sviluppato il compasso migliore e fatto capire all’interprete che lui preferisce “andare a caccia” dell’avversario – purché sia rispettato qualche elastico, ogni tanto… – così folata dopo folata avvicina il leader. Il quale in curva non sente ragioni e allunga ancora, mentre Toi Meme è tenuto caricato a molla da Agus ma intanto rifiata, certo di poter sparare bordata importante una volta in retta, dove effettuare prima la progressione e poi sferrare l’attacco mortale a Santa Klara.

Tutto come previsto: il fantino cèko non demorde, l’inseguitore mentre rifiata in curva aggiusta il compasso e, una volta in retta, stende progressivamente la sua ombra sul pacemaker e si pone al suo esterno in prossimità della siepe secca finale, che Santa Klara affronta un po’ a schiaffo: nel riceversi pare quasi accusare un blocco meccanico al posteriore mentre gli anteriori, dopo aver incespicato, sembrano zappettare il manto erboso, per riprendere l’equilibrio… La baldanza si spegne così in un chute, una caduta, mentre Toi Meme, vigorosammente sostenuto a braccia da Agus guadagna il suo corridoio a centro pista e con azione fresca e composta taglia il traguardo da buon vincitore. Dietro di lui, a distacco… industriale, ecco il compagno di colori Sae Cortesapertas con Romano in sella, unica ad arrivare a casa senza incappare in errori. La cavalla dal nome sardo precede a sua volta la lontana Worth my Time e Mrs Summer in scia a tre lunghezze, in una teoria di caduti e rimontati dal terzo al quinto posto. Del resto, le attenzioni erano tutte per la coppia d’avanguardia, che ha fatto parlare molto di sé nel dopocorsa: chi attaccava (a ragione) il fantino di Santa Klara, chi invece elogiava Agus: “Ma con prudenza, il ragazzo non deve montarsi la testa… Ha buona stoffa, è vero, e però deve stare accanto a mio genero e imparare, imparare, imparare ogni giorno una lezione diversa”, sussurrava emozionato Ferdinando Saggiomo, l’uomo di Trapezio, ricordando quanti bocconi amari e sgridate aveva dovuto mandare giù, quando da giovanotto a uomo e professionista “arrivato”, era sempre sull’attenti davanti a Roberto Feligioni, uomo di grande mestiere e severità unica.

Le altre corse

Ma non tutto è stato doloroso per Joseph Aichmer, nel convegno, perché nel memorial Giuseppe Chiodini il suo Piton des Neiges ha colto significativa vittoria, complice anche la lettura attenta operata dal sensibile Jan Falteisek, unico denominatore comune con lo Jan della polacca finita a terra nell’Imprezer, appunto, solo il nome: Jan. Al secondo posto, Chappy Bros battente i colori di Ilaria Saggiomo, per l’inappuntabile interpretazione, anche qui, di Gabriele Agus.

Nel cross intestato a Raffaele Ammirato, è venuto il secondo successo in giornata per l’A Team, sempre grazie alla regìa di Vana jr. e l’interpretazione in sella di Jan Falteisek: il fuoribordo del frangente, il praticamente debuttante Brunch Royal, soggetto di mezzi, di grande occhio sui volumi e anche di… futuro, perché nella specialità di campagna sentiremo parlare spesso di lui. Silver Tango, nonostante i 3900 metri siano un po’ brevi per lui, ha conquistato il secondo posto, piegando Fly Filo Fly, mentre Amarantus dopo aver veleggiato in avanguardia per buon tratto concludeva quarto, senza interferire nella fase topica. E per tagliare il traguardo delle 500 vittorie, per Raf Romanom se ne riparlerà domani.

Nelle corse riservate ai Gr ed amazzoni, Golden Guepard siglava l’apertura con l’elvetica Wendel in sella; seguiva poi la vittoria di Peruke n’Periwig montato dall’austriaco Valley of Rocks, che aveva la meglio su Mister Maestro e Angel Spring, finiti in un fazzoletto nella prova sul miglio.

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