Ouverture meranese. Maia riapre ed è subito successo con Troger e Tanghetti per un doppio di Romano.

 

Per la prémière, Romano à gagné due volte e le Tris premiano. Tornano finalmente a Merano i colori di Francesca Sepe, consorte di Niccolò Incisa

di Giorgio Bergamaschi

Giovanni e Clara Martone lasciano la Sardegna dopo la breve vacanza e tornano in riva al Passirio. Per il pomeriggio inaugurale della stagione estivo-autunnale s’aspettavano di vedere gli addetti ai lavori ed i più affezionati, invece eccoli entrambi strabuzzare gli occhi, sorpresi di constatare che, nonostante l’afa ed il caldo opprimente, il “popolo di Maia” ed i vacanzieri affluiscono a migliaia in barba al richiamo di monti, laghi e piscine. Già, oltre 2500 presenze il 21 luglio con una temperatura sahariana la dicono lunga sul trend di Merano che, pare, non sia più tale (inteso come orientamento), in quanto ormai avviato a diventare regola.

Spettacolo in retta di Gabriele Agus: monta “a perdere” e ruba il traguardo nello steeple

 Se la stagione di primavera s’era conclusa all’insegna dell’A Team espressione del training del giovane Vana, questa d’estate-autunno “apre” invece con un osanna al rosso-biacco di Christian Troger ed al nero-giallo di Elia Tanghetti, entrambi per la regìa di Romano, però con inserimento del blu-beige di Lydia Olisova nel Tatti Jacopo, siepi a vendere, grazie allo stacco di Banjo’s Voice su Starman e Jackson.

Dunque, lo steeple intestato a Present Bleu è stato appannaggio di Babalshams, un francese acquistato Oltralpe da Christian Troger, che Raf Romano ha affidato a Gabriele Agus, autore di un autentico “numero” per la sagacia sfoggiata lungo il percorso e la volontà sfoderata in retta, nel “montare” l’ex transalpino dimostrando che è davvero e fino in fondo figlio del nostro mitico “Pagnottella”.

Decisamente “scarico” (63, 5 kg sulla schiena), ricevendo da 4 a 6 kg dagli avversari più titolati, Agus ha sistemato il Troger nelle retrovie, lasciando che in avanti muovessero le acque a dovere, praticamente… montando a perdere, soprattutto dopo aver visto finire a terra al talus uno dei favoriti, Kazoo di Casa Aichner… Poi, dal salto del doppio travone, sulla retta di fronte, eccolo lasciarsi scorrere tra le dita le redini di Babalshams, per portarlo gradualmente e senza forzare, in scia ai primi della frotta. Agus, che ben conosce l’anziano da Voix du Nord, accetta che il cavallo gli allarghi all’uscita dell’ultima piegata, e per questo lo tiene bene su di giri, mentre su corsie interne Quinze de La Rose pare già pregustare la vittoria, ormai liberatosi dal pungolo di Alcydon Fan e Aventus.

Come ai tempi di Pacifici, Colleo, Saggiomo e Moretti: assetto, tempismo e… braccia esplosiive

Sotto l’ultima siepe il saltatore di Troger pare allargare ancora, ma già da almeno 10 tempi d’azione Gabriele Agus ha allargato le ginocchia, portato il baricentro perfettamente su quello di Babalshams sempre mulinando a tempo sul collo dell’8 anni. In poche folate eccolo all’esterno di Quinze montato da Jan Falteisek, in cuor suo convinto di aver già dato scacco agli avversari… Pagnotta junior, a quel punto, ha le braccia che sembrano due stantuffi: due colpi di cravache non per punire ma per tenere sveglio il suo saltatore ed eccolo, in zona traguardo, appaiare il leader verso il quale volge il capo, dalle tribune non si capisce se per verificarne la battibilità o per irriderlo… mentalmente: ora c’è il tempo per una sola bracciata, quella risolutiva e Agus la vibra verso il basso, così portando la testa del suo saltatore quanto più possibile in avanti, perfettamente come massima estensione dell’incollatura già parallela al terreno: il guizzo è immediato ed il traguardo conquistato!… proprio mentre Quinze de La Rose è in fase di raccoglimento dell’azione. Sì, Gabriele Agus in un “nano-secondo” ha esploso quell’ultima, fatale (per l’avversario) bracciata che, proprio sul palo, vale la vittoria di stretta misura! Una testa, dice il verdetto degli steward. Raramente (si risale ai tempi di Pacifici, Saggiomo, Colleo e Moretti, i più “grandi” fra tutti, nel tratto piano), si apprezzano tanta malizia, tempestività e senso del traguardo, in un jockey d’ostacoli…

Raf Romano sta costruendo un prospetto di campione del jumping set. E, siccome se ne rende conto, da… fratello maggiore lo fa senza applicare scionti e, anzi, richiedendo ad Agus ancor più impegno e fedeltà nel lavoro. Complimenti a Gabriele, dunque, perché voler vincere montando a perdere lo possono fare soltanto i cavalieri più talentuosi. Secondo, dunque, Quinze de La Rose davanti ad Alcydon Fan ed Aventus

Stelle oro su fondo nero, e torna a brillare la stella di Elìa Tanghetti sulle siepi del Dolomiti.

Nel convegno, sulle siepi del Tatti Jacopo a vendere, buon risultato di Banjo’s Voice, caricato a molla e grintoso, sempre tenuto sveglio dal “sempre crescente Alessio Pollioni, capace di scandire alla perfezione i tempi di un riuscito point to point gabbando gli avversari con un buon percorso di testa, sul palo imprendibile per Starman e Jackson, mentre Edef Xam deludeva.

Non pochi attendevano la vittoria di Big Fly sulle siepi del Premio Dolomiti–Patrimonio dell’Uniesco. Invece, il rendez-vous col disco rosso sul palo del traguardo non è ancora avvenuto… perché Romano ha potuto contare su un imparabile alfiere del Tango… e rendere imparabile l’affondoin corda dell’interessante Namoum, già visto all’opera in primavera ma in occasione “non valutabile perché, data la situazione di pericolo venutasi a creare, verso metà corsa i commissari avevano azionato la sirena e così Namoum & Co erano stati fermati, rimandando l’assalto al traguardo ad altra occasione. Che è arrivata in questo pomeriggio d’ouverture. Lo specialista di Tanghetti è prospetto interessante, ha 6 annai e nasce da un vincitore di Derby tedesco, Samum, che apparteneva al presidente dell’ippodromo di Amburgto, Günther von Gärtner, ed è uno dei continuatori dell’immenso Monsun. La madre, Nagoja, è una Rőttgen che a 3 anni ha vinto con Fernando Jovine le nostre Oaks… Insomma, un soggetto così, ben consolidato e con tanta qualità, non mancherà di fare carriera. Perché Namoum è soggetto di indubbi mezzi, un solido-robusto prettamente alemanno nella morfologia, nella freddezza e nella longevità, per cui riteniamo che, da questo successo in poi, per lui s’apra una legitttima escalation della specialità.

Una lunghezza dietro il Tanghetti, sul traguardo piombavano Big Fly e Dalton a ridosso. L’ex dormelliano, un anno dopo il successo per la Dormello OLgiata, è tornato a Maia battendo le insegne di Francesca Sepe, consorte del marchese Niiccolò Incisa della Rocchetta, ora per il training di Franco Contu.

Ed eccoci, infine, alle prove in piano per gentleman ed amazzoni: poste in apertura e quindi con i due eventi Tris Mentre Maia, seducente, s’appresta a cercare l’erede della “classica” Lamaire

In apertura di convegno, l’11enne Bakelor ha staccato il terzo successo consecutivo sulla pista (in totale, ben 24 i suoi centri in carriera), con Elisa Fogar raggiante in sella. In scia al binomio vincente, il tatticamente suicidia Neruda e quindi Voila Pourquoi, autori di partenza spavalda ma, come si sa, senza doti superiori di stamina chi corre prima… non corre poi, quando la lotta è per il traguardo e non più per la pole position!

Sul miglio del Lago di Braies, con tattica “ponderata” in avanti, il locale Tschigg ha pilotato Passito in una calibrata fuga in avanti, beffando nell’epilogo il rush di Apple Scruffs e della chiacchierata White Tailed, coraggiosa a farsi largo con un ardito passaggio tra avversario e siepe di corda… per far proprio il terzo posto.

Infine, nel Premio Castelrotto, Tris-Quarté-Quinté, s’è registrata un’altra fuga vincente: quella di Jolly Jack montato da Lorenzo Chieregati, autori di un successo mai messo in discussione, all’epilogo, dalla pur coraggiosa meranese Cavalla Selaggia, autrice di bella progressione conclusiva, quindi l’atteso Madron davanti a Having Fun e Yankee Mail. Un arrivo remunerativo per la combinazione vincente 9 – 8 – 11 – 2 – 3, che dispensava oltre 3.500 euro al… numerologo tanto abile, da inanellare i primi quattro a traguardo. Invece, nessuno scommettitore ha imbroccato la combinazione del quinté. Questa domenica, il piano era per amatori, ovviamente. Ma, dalo prossimo weekend, tutti a Maia perché arrivano finalmente le cravaches del “piano” per professionisti: qualità e spettacolo in pista che, da qui a Ferragosto, animeranno sempre arrivi al cardiopalmo. E non dimenticate neppure per un istante che, qui a Maia, lo scorso anno “è nata una stella”: Lamaire che, autrice a Maia un anno fa di un debutto ad alta… seduzione, un mese fa s’è consacrata “regina” d’Italia vincendo le classiche “Oaks d’Italia”.

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