La Lombardia è la regina dell’equitazione italiana. Tutti i dati.

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Redazione

Il servizio completo apparso (29-3-2019) su Liberoquotidiano a firma di Claudio Gobbi sull’importanza delle Lombardia nel mondo equestre del Paese.

La Lombardia non è solo la regione che maggiormente contribuisce al bilancio dello Stato, e la Seconda dopo la Baviera per importanza economico/industriale, ma anche in un campo solo apparentemente secondario, fa valere il suo primato a livello nazionale. Nel comparto equestre, la Regione è da sempre una fucina di campioni a due e quattro zampe, frutto della passione dei lombardi, e di oculate politiche del Comitato lombardo della Fise (Fise Lombardia), che hanno garantito stabilità e progresso anche in questo campo, valorizzando e promuovendo il patrimonio cavalli e offrendo ai giovani opportunità per primeggiare a livello nazionale. Qui inoltre e non secondariamente, hanno sede alcune tra le maggiori imprese del Paese che operano nel settore, sia commerciali, si produttive che esportano in tutto il mondo o lavorano anche per aziende del lusso come Hermès. Con i programmi dell’attuale presidenza guidata dal Cavalier Vittorio Orlandi, il trend positivo deve incrementarsi, tanto più che la Fise lombarda con quest’uomo potrà disporre di un manager e imprenditore di successo trasparente e appassionato che da sempre ha dato prova di lungimiranza e innovazione. A lui si deve tra l’altro la creazione dei pony club e la trasformazione della Fiera Agricola di Verona, in Fieracavalli, oggi la maggiore rassegna equestre continentale.

Sono tuttavia i numeri che fanno della Regione l’avanguardia dell’equitazione italiana in tutti i campi in cui sono presenti operatori del settore e appassionati che praticano questo sport. I dati che riportiamo sono quelli ufficiali forniti dalla Fise nazionale a consuntivo 2018. In primo luogo i cavalli iscritti ai registri Fise (non sono ovviamente compresi i numerosissimi soggetti presenti in molte strutture equestri regolarmente registrati in altri albi e i cavalli in allevamento), e quindi considerati cavalli sportivi, vale a dire quelli che partecipano alle discipline olimpiche e non olimpiche. A tutto dicembre dello scorso anno erano 7376 (dati Fise nazionale).

E ora veniamo alle strutture, vale a dire ai maneggi presenti in Regione. Si tratta di 335 strutture. Ma il dato che impressiona è la loro percentuale sul totale Italia che è del 18,75 per cento, a dimostrazione non solo della vivacità del comparto, ma della assoluta preminenza sul territorio nazionale. Senza contare le decine di strutture equestri, e scuderie private presenti sul territorio.

In queste strutture operano coloro che sono deputati all’insegnamento dell’equitazione, ovvero gli istruttori. Sono coloro che giornalmente seguono gli allievi, e li portano in gara. Il loro numero comprensivo dei vari gradi di patenti, è di 2942 (dati Fise nazionale). Come si vede la Lombardia dei maneggi dispone di un più personale tecnico presente in queste strutture a garanzia di professionalità e di attenzione verso gli allievi. Si può inoltre presumere che in questi maneggio il personale comprensivo di segreterie e uomini di scuderia o di aglio genere assommi ad alcune migliaia.

E ora veniamo ai fruitori dell’insegnamento di questo “popolo” di istruttori. Ovvero gli iscritti ai centri dei cui servizi offerti torneremo in un prossimo numero di #Liberoquotidiano.  diretto da #Pietro Senaldi. I tesserati che ricordiamo e sottolineiamo sono parte del complesso sportivo della Regione, per capirci, sono assimilabili agli iscritti alle società di nuoto, o ai club del calcio, sono in sostanza gli atleti equestri di cui dipone la Regione. L’ultimo censimento stabilisce che nel 2018 i tesserati alla Fise Lombarda erano 22.830.

Infine, con il programma scuola e con le altre iniziative che verranno messe in campo dalla neo presidenza per una maggiore popolarità dell’equitazione, questi numeri dovrebbero levitare notevolmente nell’ambito di un progetto di valorizzazione dell’equitazione.

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