Point-to-Point: una soluzione per i piccoli allenatori e proprietari. Grazie

C’è solo da copiare, protrebbe essere questo lo slogan per far risorgere l’ippica italiana. O, almeno contribuire alla sua rinascita con questa proposta che qui formuliamo.

L’esempio ci viene dall’Irlanda, con i cosiddetti point-to-point, le corse andata e ritorno da un campanile all’altro.

A questo meccanismo, aggiungiamo una struttura agile, sul modello di quella dei concorsi ippici. Ovvero con una segreteria che raccolga le iscrizioni che andrebbero a montepremi. Come avviene per il mondo del equestre, queste manifestazioni dovrebbero avvenire sotto l’egida di un ente, associazione (ministero?) che ne approvi le strutture e i terreni in cui si svolgono e stabilisca i criteri di svolgimento.

Questo sistema dovrebbe essere limitato a piccoli proprietari e allenatori con pochi cavalli, siano essi purosangue o trottatori. In modo da un lato da favorire un ritorni economico interessante in un momento di grave crisi dell’ippica, dall’altro sarebbe uno strumento formidabile di propaganda per il settore dato che queste cose si svolgerebbe in campagna.

Infine, verrebbe seppur in parte risolto il problema delle corse clandestine.

(torneremo su questo argomento nei prossimi giorni)

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Nella foto: Purosangue in centro di allenamento di Trenno-San Siro-Milano