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Gay Lussac vs Tierceron. Cieffedi contro Dormello. Il grande Derby del ’71.

Nella foto di apertura il dormelliano Tierceron a sx e Gay Lussac a dx. Qui sotto le genealogie di Gay Lussac as e Tierceron a dx

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di Paolo Allegri

Un nuovo racconto dell’impareggiabile Paolo Allegri ci racconta di una sfida storica tra due grandi cavalli e tra due grandi scuderie. Purtroppo Gay Lussac e Tierceron in razza furono nulli

Nell’autunno del 1970 la stagione italiana del galoppo rivela tra i puledri un soggetto di eccezionale slancio e dallo scatto irresistibile, Gay Lussac, imbattuto in 4 corse disputate. Allevato da casa Barbieri, questo sauro che veste la giubba della Cieffedì viene portato da Dettori al successo nel Criterium Nazionale. Quindi la replica, in un contesto importante, come quello internazionale del Gran Criterium dove il due anni da Fabergé II batte un ottimo rappresentante americano, French Pilot. Il capofila giovanile con il passaggio d’età confermò talento e un’acquisita maturità tecnica, atletica e mentale. Nel Premio Emanuele Filiberto, il passaporto verso la grande primavera romana, ne confermò qualità rafforzando le ambizioni e la convinzione nel team. In aprile il dormelliano Tierceron aveva vinto in stile importante a San Siro il Trivulzio, meritandosi dunque il titolo di sfidante di Gay Lussac nel Derby. Sul miglio e mezzo delle Capannelle si sarebbe assistito ad una corsa di cui tra appassionati e addetti ai lavori si discuteva fin dall’inverno,

il Nastro Azzurro. La sfida tra il beniamino della folla (Tierceron) e il favorito dei tecnici (Gay Lussac) fu esaltante, tanto che quell’edizione del 1972 del Derby italiano del galoppo rimane una delle più belle. Tierceron, vestito del biancorosso con croce di Sant’Andrea di Dormello, era un atleta dal passo poderoso ma senza cambio di marcia; disputò una corsa coraggiosa tutta in avanti, mentre le mani di velluto di Sergio Fancera avevano optato per un’interpretazione all’attesa di Gay Lussac. Proprio nel tratto conclusivo passò definitivamente Gay Lussac, per la gioia di Fancera e dell’avvocato Carlo D’Alessio. Aveva prevalso lo spunto folgorante che quel sauro ben costruito aveva ereditato da Nasrullah, il faro della carta genealogica di questo derbywinner. Che tentò anche, nella visione mercuriana dell’Avvocato, le King George di Ascot vinte da Brigadier Gerard. Gay Lussac chiuse al quinto posto, correndo con onore. Il padre di Gay Lussac era Fabergè che fu secondo nelle Ghinee e in razza diede Rheingold, vincitore di Arc e secondo del Derby di Epsom 1972, sconfitto da una magia di Lester Piggott. Fabergè era figlio di Princely Gift, che fu secondo nelle July ed è il padre di Floribunda (famiglia di ottimi performer  italiani come Veio, Donato Bramante e, attraverso Furibondo, Ovac, miglior cavallo in Italia nel 1976 sulle distanze dai 1000 ai 1600 metri). La particolarità del pedigree di Gay Lussac è un tre per tre su Nasrullah attraverso Red God, il padre della madre.
IL FONDAMENTALE RAMO DI NASRULLAH – Quello di Nasrullah tra i continuatori di Nearco è un ramo fondamentale nella selezione dei grandi campioni del galoppo mondiale. Nasrullah, che vinse le Champion, è un figlio di Nearco con una sezione materna di alto profilo che ha come terminale la madre Mumtaz Begum, griffe Afa Khan. Si tratta di una Blenheim che aveva come madre quella Mumtaz Mahal che in quanto erede di The Tetrarch, uno dei migliori due anni di sempre, apporta alla linea brillantezza, costante di tutti i consanguinei e arrivata fino a Gay Lussac e quel formidabile spunto nel finale del Derby 1972.  La famiglia di Nasrullah è una delle più influenti della storia del turf. E’ il padre di Musidora (Ghinee e Oaks), Belle of All (Ghinee), Nearula (Ghinee, St, James e Champion), Zucchero (stayer laureato di Coronation Cup), e tantissimi altri tra i quali qui citiamo Tutankhanem (il padre della nostra Batavia laureata delle Oaks), Nathoo (Irish Derby), l’Aga Khan Noor (Santa Anita Handicap, Jockey Club Gold Cup) e padre di Yours, che vinse il De Gheest. Questa storia tra le corse e le genealogie dei galoppatori è solo una sintesi, in quanto l’avventura dello studio delle carte delle famiglie del purosangue è un viaggio infinito e pieno di fascino.

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